L’intestino e l’infiammazione

L’intestino e l’infiammazione

La medicina moderna sopprime spesso l’acidità gastrica di cui (specie gli anziani) abbiamo tutti bisogno per digerire e poi assimilare elementi nutritivi essenziali; si è parlato di AMA, cioè delle tossine che ingolfano il nostro organismo , di provenienza eterogenea, ma spesso conseguenza di uno stile di vita errato tra cui un alimentazione sbagliata e/o intolleranze alimentari. Tutto ciò per dire come l’Ayurveda, scienza medica millenaria , si avvale di concetti assolutamente  attuali e riproponibili nella medicina occidentale con successo.

Quante volte abbiamo sentito parlare di intestino, ma a quanti è nota l’importanza per la nostra salute?. Intestino, il grande organo dimenticato….eh si, perché si pensa sempre ad esso come ad una  struttura passiva , di semplice funzione escretoria, e pochi si rendono conto invece di quanto  esso sia fondamentale  per il buon funzionamento del nostro corpo , in funzione anche e soprattutto preventiva nei confronti di diverse patologie , le più complesse e disparate.

Partiamo col dire che l’intestino è colonizzato da una comunità complessa di batteri  che viene chiamato MICROBIOTA e che influenza  il sistema immunitario,(per l 80% presente nel nostro intestino!!)  le funzioni metaboliche e addirittura il peso corporeo(giocando così un ruolo significativo nella patofisiologia dell’obesità)  senza contare poi il nostro  comportamento e i processi di apprendimento(ruolo dell’alterazione del microbiota nell’autismo!).

Il microbiota umano è costituito da ben100 miliardi di cellule, almeno 10 volte il numero di cellule umane! Come riportato dall’Istituto di Scienza e Società: “Gli studi sempre più frequenti sul  microbiota umano stanno ormai rivelando in modo inoppugnabile che gli esseri umani non sono  singoli esseri autonomi, ma invece super-organismi estremamente complessi in cui è praticamente impossibile dire  dove noi ‘finiamo’ e dove ‘loro’ iniziano”.

Non si può procedere nel nostro discorso senza menzionare un concetto relativamente recente e sempre in divenire , quello di ASSE INTESTINO-CERVELLO o meglio MICROBIOTA-INTESTINO-CERVELLO, visto il ruolo che hanno i batteri nel nostro organismo : in parole semplici le strutture sono intimamente collegate in senso bidirezionale: l’uno influenza l’altro.

Incredibile come addirittura certe specie di batteri  possano influenzare l’attività di alcuni geni nel nostro cervello. In una ricerca del 2011 dei topi privi di alcune specie batteriche intestinali presentavano comportamenti aggressivi e questo era collegato ad alterazioni neurochimiche nel cervello murino.

Alcuni antibiotici sembra addirittura abbiano provocato sintomi di psicosi acuta in alcuni soggetti,  sintomi scomparsi dopo la sospensione della terapia.

Questo non farebbe che supportare il ruolo dei batteri intestinali sulle funzioni cerebrali. Insomma stomaco, piccolo e grande intestino sono infarciti di cellule neuronali che contengono e lavorano con le stesse sostanze che esistono nel cervello (neurotrasmettitori) e sono influenzati a loro volta dagli stessi neurotrasmettitori.

Il sistema nervoso dell’intestino (sistema nervoso enterico) sarebbe in grado  in grado di funzionare comunque anche da solo se tagliamo alcune vie nervose che lo connettono con il cervello.

Ecco da dove proviene il felice termine ‘Secondo Cervello” tanto abusato. Tra le sostanze prodotte dal cervello ma soprattutto dal nostro intestino (sembra addirittura un buon 95%!) vi è una sostanza implicata nel sonno, nella temperatura corporea, ma soprattutto nel tono dell’umore e quindi nella depressione: la serotonina.

Gli antidepressivi agiscono nell’aumentare le concentrazioni della serotonina ma oggi si tende a considerare sempre di più la depressione come una MALATTIA INFIAMMATORIA (tanto per cambiare) aprendo lo spiraglio per terapie più innovative.

 

Stress e asse intestino-cervello

Lo stress è sicuramente uno dei fattori più presenti nella vita di tutti i giorni  ed è noto come influenzi il nostro sistema gastrointestinale attraverso manifestazioni sintomatologiche differenti da individuo ad individuo ma tutte alquanto sgradevoli.

Cattiva digestione, bruciore di stomaco, colite  sono solo alcuni tra i disturbi che possiamo sperimentare quando siamo ‘stressati’.

In genere con questo termine indichiamo che siamo sotto pressione, per cause lavorative, affettive, familari eccetera, ma per la medicina tante sono le cause che ci possono ‘stressare’.

Alcune ci possono colpire una volta sola  e possono essere di breve durata e questi ci preoccupano meno ma che dire di quegli stressors che perdurano nel tempo  fino a creare un disequilibrio nel nostro organismo così da portare ad una aumentata suscettibilità a patologie tra cui anche quelle gastrointestinali?

Lo stress contribuisce alla comparsa di serie conseguenze e disabilità nella popolazione mondiale e come tale rappresenta un fardello economico per la nostra società di notevole portata.

Quasi tutti gli stressors (tra cui anche tossine alimentari o antigeni alimentari a cui siamo intolleranti)  PROVOCANO INFIAMMAZIONE attraverso la produzione di sostanze pro infiammatorie come alcune citochine o alterare la produzione di anticorpi come le IGA che hanno una funzione protettiva sulla parete intestinale , determinando un ‘viraggio’ verso specie batteriche patogene nel nostro intestino con conseguente disbiosi (alterazione della flora intestinale).

A questo proposito altri studi hanno dimostrato che trattando dei ratti con alcuni ceppi specifici di lattobacilli   è stato possibile ridurre la permeabilità intestinale che tipicamente si ha in seguito a stress così come una certa ipereattività dell’asse Ipotalamo- ipofisi –surrene (HPA axis), dimostrando così un ruolo importante nella modulazione di questo importante asse dello stress da parte del microbiota intestinale. E’ qui che dobbiamo fermarci un attimo per riprendere il viaggio verso le temibili conseguenze di un intestino ‘in fiamme’.

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