La barbabietola, questa “sconosciuta”!

La barbabietola, questa “sconosciuta”!

La barbabietola (Beta vulgaris) rossa, chiamata anche rapa rossa, è una particolare varietà di barbabietola, una pianta erbacea ricca di particolari sostanze benefiche per la salute.

La barbabietola “selvatica”, antenato di quella moderna, fece la sua comparsa in epoca preistorica nel Nord Africa per poi diffondersi in Asia e in Europa. Inizialmente venivano mangiate solo le foglie, l’odierna bieta, ma dagli Antichi Romani in poi questi tuberi vennero coltivati per utilizzare anche la radice (fittone) come alimento.
Sebbene siano reperibili durante tutto l’arco dell’anno, la stagionalità delle barbabietole va da Giugno ad Ottobre, periodo in cui possono vantare la massima concentrazione di fitonutrienti.
Esistono diverse varietà che si contraddistinguono dalla diversa colorazione: la nera piatta d’Egitto, la rossa italiana, chiamata Red Ace, la Detroit, di colore rosso scuro diffusa negli USA, la Golden Burpees, dal tipico colore giallo ricca di betaxantina, la Chioggia, con i tipici anelli bianchi e rosati e l’Albina, di colore bianco.

Proprietà

Il potere “funzionale” delle barbabietole rosse è dovuto, oltre che dalla presenza di sali minerali (potassio, ferro, calcio, fosforo e manganese), di nitrati, folati e di vitamina C, da speciali composti bioattivi chiamati betacianine (tra cui la betanina), pigmenti della famiglia delle betalaine, e dalla betaina, un composto formato da azoto e idrogeno.
Le betacianine, responsabili del colore rosso/viola, sono dotate di particolare attività antiossidante, antiproliferativa e antinfiammatoria. L’attività antiossidante si esplica attraverso la betanina che agisce come scavenger (spazzina) delle specie reattive dell’ossigeno (radicali liberi) e presenta attività detossificante inducendo gli enzimi epatici di fase II.

Aiuto per il cuore
Le rape rosse sono una fonte importante di betaina, o trimetilglicina, composto che partecipa a molteplici funzioni biochimiche nell’organismo. La betaina agisce come donatore di metili all’omocisteina, un prodotto intermedio del metabolismo della metionina, rendendo possibile la sua riconversione e diminuendone l’accumulo a livello ematico.
La presenza di betaina risulta molto importante nelle persone con polimorfismi in MTHFR e CBS, geni che codificano per enzimi necessari alla metabolizzazione della metionina.
Un aumento delle concentrazioni di omocisteina nel sangue, condizione associata a questi difetti genetici, è direttamente correlato con maggior rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, aumento dello stress ossidativo, deficit della funzione endoteliale e aterosclerosi. La betaina inoltre è un importante regolatore dello stato infiammatorio del corpo, la sua presenza infatti è stata associata a una riduzione di diversi marker infiammatori quali la Proteina C Reattiva (PCR), l’interleuchina 6 (IL6) e il Tumor Necrosis Factor alfa (TNFα). Ricche di ossalati, vanno consumate con moderazione da chi ha calcolosi renale da ossalati.

La barbabietola da zucchero
La barbabietola da zucchero (in botanica denominata forma altissima o saccharifera) è una differente varietà di barbabietole non utilizzata per consumo diretto ma impiegata nella produzione di zucchero raffinato in virtù dell’elevata presenza di zuccheri che supera di due volte (20% invece di 8%) quella delle barbabietole rosse (forma rubra) o gialle. Questo tipo di barbabietola non vanta la presenza degli stessi fitonutrienti presenti nelle varietà colorate e la lavorazione la rende uno degli alimenti ad oggi più dannosi per la salute dell’uomo.

Barbabietole e sport
Negli ultimi anni il succo di barbabietola è stato particolarmente studiato in ambito sportivo in quanto la presenza massiccia di nitrati sarebbe correlata con un aumento delle performance soprattutto negli sport di endurance in quanto capaci, in alcune circostanze, di ridurre il consumo di ossigeno durante l’esercizio grazie alla loro trasformazione prima in nitriti e poi in ossido nitrico (NO), sostanza attiva a livello vasale e importante dal punto di vista immunitario e neuromuscolare.

Metodi di cottura
Il miglior modo per preservare il più possibile i nutrienti della barbabietola e esaltarne il sapore è la cottura al vapore per 15 minuti, tempo in cui si ammorbidisce ma rimane “al dente”.
La bollitura causa una vasta perdita di nutrienti e un assorbimento maggiore di acqua che influisce sul gusto finale; le alte temperature (forno o griglia), oltre a causare la perdita di nutrienti possono favorire la creazione di composti potenzialmente tossici.

Suggerimenti per gustarle al meglio
Le rape rosse sono ottime da gustare in frullati o in insalata.
L’ olio extravergine di oliva massimizza l’assimilazione dei nutrienti liposolubili contenuti nelle rape: carotenoidi, vitamina E, vitamina K;
Il succo di limone, grazie alla presenza di vitamina C, migliora l’assorbimento del ferro, minerale di cui sono ricche le barbabietole;
L’aglio, il pepe e le altre spezie rendono il tubero più appetibile e forniscono altri fitocomposti e micronutrienti importanti.

In conclusione: sono buone, fanno molto bene e sono pratiche da utilizzare.

BIBLIOGRAFIA
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